martedì 15 aprile 2014

Tutti gli scrittori vanno all'inferno.

Tutti gli scrittori vanno all’inferno.
JK

Gianni giaceva beato nel suo ultimo letto con un fiore infilato tra le mani incrociate e il buco in testa abilmente camuffato dagli addetti alla salma. Qualcuno piangeva ai piedi del capezzale, qualcuno recitava le sue ultime poesie pubblicate davanti a una platea vestita di nero, qualche nemico di penna gongolava per la dipartita del rivale letterario.
A Gianni, in quel momento, di cosa facessero gli altri lassù, nel mondo reale, non gli importava un fico secco. Gianni stava in piedi all'ingresso di una grotta enorme, infinita, pullulante di persone, chine sulle macchine da scrivere con le schiene curve. Il rumore dei tasti esplodeva in aria come il ronzare di un nido delle vespe. L'odore di zolfo si mescolava all'odore della carta.